Web, ma senza rete.

Qualche giorno fa ho approfittato dell’infinita cortesia di un amico per chiaccherare a ruota libera della tendenza delle applicazioni web ad offrire servizio anche off-line. Con l’occasione ho riordinato un paio di appunti e ho pensato che potesse uscirne un post interessante, almeno per me.

Si tratta di una tendenza affatto nuova: Salesforce dispone da anni di un modulo per lavorare off-line, la miglior suite (al momento) di virtual office (quella di zoho) dispone da tempo di un plugin che permette di lavorare sui propri dati utilizzando gli strumenti classici della suite più diffusa nell’ambiente Microsoft. La cosa non mi convince: vorrei cancellare quel software dal mio disco, ma è comunque un primo passo. Eppure sono convinto che il bello debba ancora venire. Le danze sono già aperte, ma non è detto che vincano i primi ad essersi lanciati in questi vertiginosi esercizi.

Penso alla suite di office targata G, che oggi mi sa tanto di VisiCalc: se cerco di importare un documento piu’ grande di mezzo mega si ribella, se supero le 50000 celle si arrabbia, spesso diventa lento, eppure… eppure mi permette di invitare altri a lavorare sui dati, di condividerli velocemente, di averli sempre a disposizione e online. I signori G sanno benissimo che la tendenza e’ sempre piu’ verso l’online (e penso siano stati i primi a scommetterci seriamente) , cosi’ come sono coscienti del fatto che non si puo’ essere sempre online. Ecco quindi che stanno facendo in modo che le loro applicazioni possano funzionare anche in assenza di rete. Lo stanno facendo con molta calma, ma e’ comprensibile: ci vogliono anche browser che siano in grado di supportare correttamente queste applicazioni ed oggi… mancano. Sono pero’ quasi pronti: Gran Paradiso, alias Firefox 3, permette proprio questo. Non e’ un caso, credo, che alcuni sviluppatori (fondamentali) di Firefox lavorino proprio per Google.

Un esempio? E’ possibile (in modo abbastanza semplice) utilizzare Gran Paradiso per lavorare con Zimbra off-line, qui un approfondimento per i piu’ tecnici. Zimbra non e’ propriamente un’applicazione banale, oltretutto.

Insomma: piu’ che un browser questo software sara’ una sorta di information broker. Non ho ancora avuto modo di provarlo a fondo ma di una cosa mi sono accorto: supera il test ACID2 con pieno successo, e per poco che voglia dire mi fa molto piacere: finalmente un rispetto totale delle specifiche.

Non è detto pero’ che si debba necessariamente attendere che Google, Zoho o altri arrivino ad un livello di usabilita’ accettabile. Possiamo usare, ad esempio, un proxy che sappia riconoscere quello che deve tenere in locale per permetterci di lavorare anche in assenza di connettivita’. E’ la strada di Dojo. Sembra funzionare piuttosto bene ed è molto promettente: con 200k di eseguibile si puo’ gia’ lavorare off-line con GMail e Blogger, e non solo… tenete presente che con Google Desktop si ottiene gia’ una parte del risultato: se siete spesso on line potrete cercare la vostra gmail anche quando offline…

In conclusione: io mi aspetto molto da Google Docs. Sono convinto di aver oltrepassato da tempo il punto di rottura nei confronti delle varie suite da ufficio: fanno troppo. Mi basta quindi qualcosa di piu’ semplice e facile. Google Docs promette questo. Se sapra’ salvaguardare un buon livello di compatibilità con i due Office avra’ la strada spianata: una volta ricevuto un allegato in GMail chi non farebbe click per aprirlo proprio con Docs piuttosto che salvarlo in locale e poi lanciare una qualche elefantiaca applicazione? Oggi uso volentieri OpenOffice.org piuttosto che il concorrente commerciale piu’ noto ma penso che proprio per questa sua caratteristica di fare (quasi) tutto quello che fanno gli altri non sara’ lui a vincere nel mondo online.

C’e’ poi tutto un mondo di altre cose da tenere d’occhio: penso ai servizi di storage online che si integrano con la suite di applicazioni (manca ancora GDrive, sara’ per il 1° aprile?), penso a web2OS che è una bellissima cosa ma ancora troppo lontana dall’essere utilizzabile,
penso che non so ancora molto di Apollo (ma diffido di Adobe quanto e piu’ di M$) ed anche agli ultimi balzati all’onore della cronaca Slingshot, Dekoh, etc. Non so se vincera’ chi pensa a fare delle applicazioni apposta per lavorare bene online e offline o chi propone strumenti per non riscrivere le applicazioni. Fra tutti quello che mi lascia meno intrigato e speranzoso e’ proprio Apollo, tanto in voga in questi giorni: sara’ cross-platform ma Flash e ActionScript non mi paiono gli strumenti adatti per fare breccia con quegli sviluppatori che dovranno consegnarci il web di domani, quello che funziona (anche) senza rete.

6 Responses to Web, ma senza rete.

  1. Ciao, se ti interessa l’Office 2.0 ti consiglio di tenere nel tuo radar, se già non lo fai, il blog di Ismael Galimi.
    Qualche giorno fa ad esempio a seguito di un suggerimento di Vincenzo Belpiede ha creato un programmino PHP di 39 righe di codice in grado di farti accedere alle 459 applicazioni dal browser semplicemente importando il file nel tuo bookmark manager.

    Fammi sapere se l’hai trovato interessante.

  2. Grazie! :-)

    Il commento e’ finito in moderazione per una mia scelta tecnica: piu’ di due link sono sospetti! Purtroppo non ho ancora un sistema di whitelisting basato sull’autorevolezza del commentatore.

    f.

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